Canne al vento

Canne al vento
"Mi piego ma non mi spezzo" (Jean De La Fontaine)

26 settembre 2016

#VIAGGI GRECIA: LA STRUGGENTE BELLEZZA DI CAPO SUNIO

"Abbiamo braccia abbastanza grandi ... ma, soprattutto, abbiamo ali" Capo Sunio, 13 Settembre 2016
L'orizzonte aperto sull'abbraccio infinito del mare e una vela cullata dal soffio di Eolo in lontananza: quasi un'eco di mortalità tra braccia immortali, le possenti braccia di Poseidone. Ne ho momentaneamente alle spalle il suo Tempio, mentre lascio che il mio sguardo anneghi nelle profondità del mare. A Capo Sunio (o Sounion) il sole è alto, il vento prorompente e la Terra sibila in ogni direzione e par di udire nel brusio scomposto del vento, lontane voci provenienti da mondi invisibili. La terra emerge dalle acque sotto i miei piedi nudi, ne sento la consistenza che mi solletica l'umore, la voglia insieme di camminare e di fermarmi a meditare... zolle di un angolo di mondo che, assiso sul trono del Re degli abissi, tuona melodiosi silenzi da depositarci il cuore. E il cuore è ciò che prende forma sbarazzandosi del superfluo, la Grande Madre me lo appunta sul suo ventre ruvido quando, ad occhi bassi ci finisco dentro in un sospiro. ... 
Va dove ti porta il cuore. 

Capo Sunio, Settembre 2016 - Va dove ti porta il cuore... Foto ©CECILIA MARTINO


"Che io possa divenire terra, che io possa divenire cielo, che io possa divenire la montagna, che io possa divenire il mare, che io possa crescere, allargando e allungando il mio corpo, fino a disperdermi nel Vuoto dell’Infinito"… è la prima melodia che recita l'anima selvaggia al cospetto di quel mare tanto vicino alle Origini della mia storia e di ogni storia, riconosco le mie testarde radici calabresi che mi fanno esultare quando sotto le piante dei piedi nudi mi brucia la terra arsa dal sole... Calabria, Magna Grecia


Capo Sunio, Tempio di Poseidone, 12 Settembre 2016
Sarà per questo che ora da quassù, a Capo Sunio, davanti a ciò che resta del Tempio di Poseidone e davanti a Poseidone stesso che ulula tra le raffiche di vento, mi par di dialogare ancora più da vicino con i miei avi e con le numerose donne della mia stirpe, mi par di sentirle come un paio d'ali dietro la schiena le mie prime bracciate nello Jonio blu all'età di un anno e forse meno, con i braccioli più grandi di me e con una gioia più grande di me. La Grandezza dell'infinitamente piccolo. 

Panorama da Capo Sunio - ©Foto CECILIA MARTINO



Dentro l'acqua sono sempre stata più felice che altrove. Il mare mi perseguita nei sogni, turbolento, perseverante, invadente, esorbitante, insistente... rende umidi i miei appigli, arrugginisce gli ormeggi ma non i sentimenti, quelli li nutre di selvatiche maree, la mia pelle olivastra ha trattenuto il sale di milioni di molecole marine e gli ulivi, le zagare e i gelsomini mi zampillano da lacrime e sudore... Davanti al mare perdo tutte le coordinate, in un risucchio di meraviglia divento vuota e mi si riempiono le ossa di acqua, divento mare all'istante, nuoto leggera partecipando al grande mistero universale. Lascio a Ulisse la sua voglia di tornare a casa, mi tengo la mia inspiegabile malia di sentirmi a casa in mezzo al mare... 

 "Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti? Soprattutto, non affrettare il viaggio" (Kostantin Kavafis) Foto©CECILIA MARTINO



Apro le braccia al cielo e il respiro di salsedine ansima di tenerezza. Penso a Saffo e al suo marinaio Alceo - "ma non è facile per noi, uguagliare la bellezza delle dee" - la loro passione consumata con la complicità di barche divelte, ancore e vele da issare - "ora risplende tra le donne di Lidia come, quando il sole è tramontato, la luna dalla dita di rosa vince tutte le stelle; la sua luce si spande sopra il mare salato e sui campo fioriti; la bella rugiada si versa, fioriscono le rose, il tenero cerfoglio e i fiori del meliloto"... Canta Saffo, canta... che nulla vale più al mondo di ciò che si ama. E solo i canti di passione durano. 

"Eros ha scosso la mia mente, come il vento che giù dalla montagna si frange sulle querce" (Saffo) Foto ©CECILIA MARTINO


Capo Sunio, sacro promontorio di nostalgici tramonti e purpuree albe! Quale vertigine mi coglie nel precipizio che ti tiene sospeso tra terra, mare e cielo. La stessa che, probabilmente, colse il re di Atene, Egeo, l'attimo immediatamente prima di gettarsi in quelle acque che poi avrebbero preso il suo nome. Mar Egeo, finché morte non ci separi. Mi sporgo quel tanto che mi serve per farmi assaporare l'istante in cui è più facile morire, quando hai l'amore così vicino a te che tutto si riduce a un brivido esistenziale di indifeso stupore. Nell'istante in cui sei pronto a morire, la vita è tutta lì.

Con Selene a Capo Sunio, Tempio di Poseidone -  13 Settembre 2016



Per partecipare ai Viaggi del fare anima 
con Nonterapia e Voyages Illumination: 
www.voyagesillumination.com

Sempre dalla Grecia











Amore che vivi 
tra le fragranze recondite di lidi lontani
con orizzonti saturi di mistero
lascia che io ti viva 
appassionatamente vicina a ciò che più mi è caro: 
la tua partenza in ogni mio ritorno 
il tuo ritorno in ogni mia partenza
Abbiamo braccia abbastanza grandi
per poterci circuire 
senza sazietà di rimanere
Abbiamo braccia abbastanza grandi ... 
Ma, soprattutto, abbiamo ali. 


23 settembre 2016

#VIAGGI GRECIA: SIFNOS, L’AMORE TRIONFA SULL'ISOLA DEI POETI

Sifnos, mare di Platis Yialos©Foto CECILIA MARTINO
Dimenticatevi il caos di Santorini e la ridondanza di Mykonos, e tirate un profondo respiro: sull'Isola dei Poeti, le Cicladi scrivono sul foglio bianco del silenzio i versi più belli che possiate immaginare. Da spartire in dolce compagnia di voi stessi e tutt'al più con qualche pescatore che, mansueto armeggia con gli strumenti del mestiere, completamente immerso nella sua missione. La sua missione: il mare. Il mar Egeo sulla spiaggia di Platis Yialos (o Aigialos o Gialos), tappa del mio soggiorno sciamanico a Sifnos, alla mattina presto è trasparente come la mente dopo le pratiche di meditazione svolte all'albeggiare, ha venature di luce che sembrano volerti insegnare l'arte della prospettiva impermanente su cui posare lo sguardo, e il cuore. 

Vista dall'Alexandros Hotel, Platis Yialos, Sifnos ©Foto CECILIA MARTINO


All'orizzonte prende il largo il paesaggio brullo delle colline e piccole valli, le cupole blu delle tipiche costruzioni elleniche, gli sprazzi di bianco come macchie di vernice adamantina, tipici delle case locali. Il primo sorso di tè a colazione, accompagnato da una fetta di pane integrale con olive nere e pomodori del posto è una carezza dell’anima, mi arriva tutto il sapore della Terra, il canto degli ulivi e le mani callose dei contadini chini sulle sementa in qualche campo dove non ci può fermare, ma solo transitare… Credo di non avere mai mangiato con tanto gusto pane e crema di olive nere per tanti giorni di seguito senza mai provare un senso di sazietà. 


La vista dal Ristorante Maiolica, sulla spiaggia di Platis Yialos, Sifnos ©Foto CECILIA MARTINO


E credo di non aver mai mangiato così bene, tra i vari ristoranti provati sul posto, come da Maiolica, che segnalo con molto piacere. Qui, infatti, la selezione delle materie prime è al primo posto e nel menu ci sono molte alternative vegane che, ovviamente, ho molto apprezzato. Sul podio dei miei piatti preferiti gustati in questo buen retiro di gusto direttamente sulla spiaggia con vista splendida sul mare: Hummus con grigliata di verdure; involtini “Raw Vietnamese Style” con verdure e una sfiziosa e rinfrescante salsa al lime di accompagnamento; Insalata Tabbouleh con bulgur biodinamico. Per farvi un’idea – anche della cura estetica con cui vengono presentati i piatti, date un’occhiata al sito e alla Pagina Facebook.

Ogni tuo passo è un respiro dell'Universo. Sifnos, Settembre 2016 

Lungo la spiaggia si susseguono locali, ristoranti e botteghe artigianali dove trovare souvenir in stile cicladico, soprattutto gli oggetti di ceramica di Sifnos dai colori sgargianti, impossibile resistere (salvo riuscire a portarli intatti a casa!). A punteggiare l’orizzonte dalla “spiaggia ampia” del luogo (questo significa letteralmente il toponimo “platis aigialos”, il monastero ottocentesco della Madonna della Montagna (Panagias tou Vounou), la Torre Bianca (Aspros Pirgos), la più famosa delle 55 torri antiche dell’isola e poi… nient’altro che blu, verde acqua, turchese. Mare. Intorno a Sifnos, infatti, non esistono isolette più piccole, tranne l’isoletta non abitata e deserta Kitriani, in direzione sud, vicino al braccio di terra Kontos. 


Dalla mia camera presso l'Alexandros Hotel, Platis Yialos, Sifnos 



Il respiro dell’anima selvaggia fluisce morbido tra un’ode all'amore ispirata direttamente da Afrodite spumeggiante tra le onde del mare e le forme fluide, sinuose a abbondanti dei vasi di terracotta e ceramica ovunque sparsi come decoro nelle strutture alberghiere, ma anche nell’immaginario del nostro ritorno alla Grande Madre (ne ho parlato meglio qui: Isole Cicladi, nel corpo della Madre). 

ENTUSIASMO. Dal greco: avere il dio dentro ... "come di quel poeta che ispirato divinamente raggiunge l'estasi
Sifnos, Settembre 2016



Si celebra la missione dell’anima come un’offerta da deporre sulla terra degli dei per eccellenza, dentro al cerchio sciamanico aperto sotto un albero sulla spiaggia di Sifnos e chiuso tra i crinali lievi del Parco dell’Acropoli di Atene sotto il Partenone all'imbrunire: momenti speciali che prendono vita come fulminee ispirazioni, ignari di qualsiasi programmazione prestabilita, tipici dell’organizzazione dei viaggi di Voyage Illumination. Il ritiro di Yoga Sciamanico sull’Isola di Sifnos, allo scoccare dei miei 40 anni di età, è stata forse una delle poesie migliori che potevo scrivere vivendo, con la complicità universale. Vi hanno preso parte demoni e dei, dee, amanti, antenati e soprattutto antenate, avi e spiriti esausti forse un po’ grotteschi ma pur sempre cantori ineccepibili della mia storia personale. Ho calpestato l’arenile con lo stesso tremore estatico di uno Zorba danzante, e ho mescolato sangue a palo santo con la stessa corroborante rinuncia di una madre partoriente. L’Amazzone che è in me ha teso coraggiosamente le mani sull'ultima frontiera da esplorare, Medea ha deposto le armi sacrificali e salvato i suoi figli. Tutto è perfetto… e l’Amore non è mai stato così irresistibile. 


"Una storia è bella, finché non se ne racconta un'altra" (Esopo)

Orizzonte chimerico
non bellezza, ma incanto
quell’essere infinitamente sospesa
tra il non ancora e il mai più. 
Eppure, così presente.
Mistero di onnipresenza
ti porgo, indomita, il mio Amore
che è sempre qui
e sempre altrove


"Finché avrò fiato nei polmoni, Amerò. E anche dopo." (Saffo) - 10 settembre 2016

Sempre dalla Grecia

Benvenuta Selvatichezza! Sulla spiaggia a Platis Yialos, Settembre 2016

21 settembre 2016

#VIAGGI GRECIA: DELFI, L'OMBELICO DEL MONDO (E DELLA GRANDE MADRE)

Tempio di Apollo, Delfi - 11 Settembre 2016
Delfi, il cuore oracolare della Terra antico oltre 2000 anni, continua a proferire i suoi vaticini a chi ha orecchie per sentire e occhi per vedere, al di là delle folle di turisti e della manualistica accademica, dentro un silenzio che si respira con la pratica dell'attenzione. 


Lo spirito di Delfi risuona con la bellezza di Apollo, qui si trova il maggiore santuario dedicato a lui, avvenente dio amante della musica e delle arti – sembra quasi di vederlo in diletto con le sue Muse tra le creste selvatiche del Parnaso! – contornato da una miriade di simboli legati alla sua mitologia: delfino, alloro, tripode, l’amore nella forma spirituale (l’apollinea tensione estetica cui corrisponde l’opposto fervore estatico dionisiaco). Quell'AMORE che, sempre e da sempre, smuove il mondo, onnipresente forza da cui scaturiscono tutti gli eventi e le vicissitudini, anche sull’Olimpo. 

Amare ed essere amati, in sostanza, è il nucleo essenziale della vita, un amore privo di attaccamenti, pregiudizi e aspettative che può compiersi solamente nel ritrovamento interiore, quella voce che ha tutte le risposte, quell'abbraccio che ha tutta la potenza dell’universo intero, quel centro perfetto di sé da cui si diramano le trame del mistero a cui darsi incessantemente.  

Gnothi seauton! 
Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo!


Per darsi, occorre superare tutti i confortevoli appigli mentali e precipitare nel regno imponderabile dell’invisibile e dell’inatteso. Solo questo vuol dire amare. Delfi, terra di misteri, oracoli e vaticini, luogo sacro più importante dell´antica Grecia, ce lo ricorda ad ogni passo. 

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Cosa ha da dirci l'oracolo di Delfi

 ARACHOVA - AUTOSTOP VERSO IL PARNASO ... MI SI E' ROTTA LA BIGA! ;-)



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Cosa ha da dirci l'oracolo di Delfi 

#VIAGGI: GRECIA LE DONNE VIOLINO DELLE ISOLE CICLADI


Isole Cicladi. Siamo nel cuore di un luogo dove la religione di natura dominava su qualsiasi altra interpretazione della realtà, dove l’anima si nutriva di segreti incentrati su tecniche estatiche come la trance degli sciamani, degli oracoli tantrici e, in questo caso, delle pizie di Delfi o dei misteri eleusini. Il tempio oracolare di Delo, luogo di nascita di Apollo e Artemide, i gemelli della Grecia classica, era il centro sacro formato dalle Isole Cicladi, da cui trassero il loro nome. Al lato della montagna di Delo si trova un santuario dell’età del Bronzo ricavato da una formazione rocciosa naturale dove probabilmente le sacerdotesse-sciamane di Artemide devono  aver proferito i loro primi oracoli.  

Tutto in questo luogo parla un altro linguaggio, evoca potenti visioni e trasporta in altre dimensioni spazio-temporali. 

Le Cicladi sono la testimonianza vivente di un’umanità che aveva un altro mito, un altro modo di vedere la realtà, il corpo e le forme stesse del corpo. Tra le espressioni più emblematiche dell’arte cicladica ci sono le statue delle cosiddette “donne-violino” ...  


Statue delle "Donne-violino" fotografate al Museo di Arte Cicladica Goulandris di Atene - Settembre 2016

La gran parte dei reperti, degli oggetti rituali, delle statue, dei vasi risalenti al periodo cicladico evidenziano la presenza inequivocabile del “linguaggio della Dea” e di una leadership femminile intimamente connessa al culto della Madre.

Statue di donne e dee legate al culto della Grande Madre  fotografate al Museo di Arte Cicladica Goulandris di Atene- Settembre 2016 

"Comprendere la terra
quale dea ci porta a
sviluppare la capacità
di comunicare con essa:
come degli sciamani
impariamo a sussurrare
alle sue orecchie"

(Selene Calloni Williams)




 

20 luglio 2016

CORRISPONDENZE D'AMORE. COSA C'E' DI PIÙ BELLO DEL DARSI?


Donne, dakini, dee...  Sri Lanka, gennaio 2016. ©Foto CECILIA MARTINO

M’ispira, c’è sempre …
è la quintessenza dell’amore universale,
se trovo le parole sento il suo battito,
non sono nemmeno più Io…
Sono in Amore.

Pensare prima di agire?
No, non più.
Agire prima di pensare.

Sono sopraffatta dal suo essere “prepotentemente” in me.
E tu mi capisci.
E allora … mi arrendo.
Ma non sempre con la stessa leggerezza.

Sembrerebbe che quando il rapporto è “Sacro”
non possa essere “normale”
un pò una dolce condanna per noi Anime in Cammino…
Sento e condivido ogni tua parola e il
Lasciare andare
sembra essere l’unico linguaggio
per il Divenire che volgarmente tradotto
mi sembra un “dì – verrà”.

Così silenziosa, così prepotente.
Ma come si fa?
Si fa e basta.

Talmente stretta la filosofia corrente sull'amore, in tutte le sue declinazioni, che le due donne ardirono precipitare nella pochezza delle parole danzando su silenzi, graffiti, metafore, respiri, colori, utilizzando il loro codice preferito. Il codice dell’anima. Intraprendendo l’unico viaggio che la deriva dei sentimenti rende possibile: lo spazio vuoto, quello dell’accoglienza e del disorientamento (provate a orientarvi in uno spazio totalmente vuoto!), della solitudine che ti fa urlare “c’è spazio per tutti”...

Continua a leggere: Donne in amore


"Contraria non contradictoria sed complementa sunt" (Niels Bohr, 1961). Gli opposti non sono contraddittori ma complementari. Matrimonio mistico e nozze alchemiche...
Quadro fotografato nel ristorante ayurvedico Bibliothè, a Roma. ©Foto CECILIA MARTINO

“Quando vi libererete dall'idea che l’anima compagna sia un’entità capace di portarvi la felicità, e quando intenderete come anima compagna il resto dell’umanità, allora l’entità – la vostra anima compagna, quella che vi renderà possibile l’esperienza della felicità – apparirà sul vostro cammino”. 

Continua a leggere: Quando ho scoperto di essere donna

Cosa c'è di più bello del darsi? Pietà Rondanini, scultura marmorea di Michelangelo Buonarroti, oggi conservata nel Castello Sforzesco a Milano ©Foto CECILIA MARTINO

Sat Cit Ananda, la beatitudine é un atto di presa di coscienza, afferrare nell'intuizione di un lampo che tutto é sacro, che la bellezza é ovunque, che ogni momento é quello che é e che deve essere. Perfetto. 
Segreto e immenso, come l'amore. 
Darsi a quell'amore é la missione della nostra anima. 

Continua a leggere: Weligama, tuffo nell'oceano del fare anima


"Un prestito fatale, l’essersi fuse così a fondo con i misteri dell’universo. Come le lupe fiutano tra i boschi l’invisibile che non le addomestica". (Cecilia Martino)

“Tu dici dunque, Trismegisto, che Dio è di entrambi i sessi?”
“Sì, e non solo Dio, Asclepius, ma tutte le cose animate e inanimate, perché entrambi i sessi brulicano di potenza riproduttiva, e la loro energia di legame, o piuttosto unità, che tu chiami Venere o Cupido o entrambi, trascende la comprensione. La più alta chiarezza, gioia, allegrezza e amore divino sono in essa innati”. 

Dal punto di vista dell’anima – e dell’universo che segue le leggi unificanti del ritmo e dell’armonia e non quelle separative della discriminazione giudicante di bene/male, giusto/sbagliato – dal punto di vista cosmico, qualsiasi tipo di relazione è “neutra”, per il solo fatto di esistere ha diritto di esistere nell'ottica del fine superiore a cui tende ogni cosa, situazione o esperienza che si è chiamati a fare. 

Continua a leggere: Cos'è una relazione? Amore, androginia e anime gemelle



Con la Donna Selvaggia come alleata, guida, modello, maestra noi vediamo con gli occhi dell'intuito, porta tutto ciò che una donna ha bisogno per essere e sapere. Porta il medicamento per tutto, porta storie e sogni, parole, canzoni, segni e simboli. E' nel contempo veicolo e destinazione. Riunirsi alla natura istintuale non significa disfarsi, cambiare tutto da sinistra a destra, dal nero al bianco, spostarsi da est a ovest, comportarsi da folli o senza controllo. Non significa perdere le proprie socializzazioni primarie, o diventare meno umane, significa piuttosto il contrario. La natura selvaggia possiede una ricca integrità. 

Continua a leggere: LE DONNE E QUEL TABU' CHIAMATO MESTRUAZIONI


"(abbracciando se stessa) - Se volete il mio tesoro, se aspirate a vedermi dentro, dovete essere pronti a partire da qui, perché io sono un passaggio, una porta, un'apertura segreta" (Thonban Hla)
"La donna viola", dipinto di Grazia Balilla


30 giugno 2016

IN COMPAGNIA DI UN BUON DAIMON: SE SEI SAGGIO, RIDI

«Satire of a Satyr» di Francesco Vezzoli (2011): testa in porfido rosso del XVIII secolo con testa autoritratto contemporanea

Bella immagine, quella dell'opera di Francesco Vezzoli "Satira di un Satiro", dissacrante e sacralizzante al tempo stesso perché non c'è niente di più spiritualizzante dell'ironia. Il mondo dell'invisibile non può essere contattato con le solite metodiche razionali, gli spiriti amano la danza, la musica, i ritmi dei tamburi, la poesia e l'arte in generale perché è nel gioco erotico creativo che si accende la passione dell'anima, il daimon fumantino che non vuole essere analizzato, bensì amato, celebrato, ritualizzato, con gesti di sana follia e rivoluzionaria disobbedienza.

Disobbedire è rompere gli schemi egocentrici per accedere al regno del Grande Possibile, là dove il mistero (il mondo invisibile, gli spiriti, l'anima, il divino, l'universo o come ci piace di più chiamarlo...) si svela non certo come calcolo matematico, o forme categoriche razionali che tendono a separare e giudicare con valori morali, piuttosto come danza del caos primigenio che rende complici e amanti gli opposti, come formule magiche che danno respiro (pneuma) all'anima. Il primo passo per entrare in questo respiro è dialogare con l'anima nella sua integrità, accogliendo, amando, danzando, celebrando, i luoghi oscuri dell'infero animico così come quelli più luminosi. Non c'è differenza. E' tutto dentro di noi, siamo sposi e spose del nostro corrispettivo amante sotterraneo e celeste in una intimità che è immanenza, e che è magia.

Il satiro a cui Vezzoli fa la linguaccia che pare anche un ammiccamento erotico (o almeno, io ci vedo questo ma ciascuno può farsi ispirare dalle immagini lasciandosi trasportare dall'ispirazione personale), che altro è se non la sua anima selvaggia, quel lato oscuro che poi oscuro non è affatto che ci richiama all'integrità del nostro essere vasti e complessi come la Natura? Mi viene in mente una frase di Pessoa che amo particolarmente: "Sii plurale, come l'universo". E nell'Universo c'è spazio per tutto. E allora, il mio augurio per oggi è questo: siate plurali, saggi ma anche satiri, bardi e cantastorie, danzate furiosamente con i vostri demoni, amateli o fate loro una linguaccia. Ve ne saranno allo stesso modo grati! 

 Su Tuttolibri La Stampa: Vezzoli, ma com'è gioioso il nichilismo.

Serapide, misto di Osiride e Api, identificato con Ade, Zeus e Asclepio. Foto scattata al Museo Egizio di Torino - mostra "Il Nilo a Pompei" (visitabile fino al 4 settembre 2016) 

08 giugno 2016

COSA VEDI QUANDO TI GUARDI ALLO SPECCHIO?

Ciò che vediamo - o che crediamo di vedere - non é che una minima parte di ciò che esiste e vive in profondità!


Noi vediamo sempre il mondo attraverso qualcosa (giudizi, aspettative, emozioni, percezioni sensoriali), ma c’è una verità delle cose in sé così come sono che è disarmante e solida come un monolite in un deserto di luce. Il filosofo Martin Heidegger l’avrebbe chiamata “la cosità delle cose”. Gli strati con cui lasciamo che la realtà si approssimi a noi sono filtrati dalla mente a tutti i livelli, intellettuale, emotivo e sensoriale in primis.

Una vita senza filtri è una spiazzante corsa a ruota libera verso il Grande Possibile, quel luogo in cui accade ciò che sfugge ad ogni ragione possibile ma, non per questo, irragionevole: c’è una intelligenza spontanea nel dispiegarsi della magia – chiamiamolo anche mistero, o spirito, o anima, o dio se ci risuona di più –  che però non può essere compresa con i soliti strumenti a cui si è abituati. E soprattutto, non chiede affatto di essere compresa, ma vissuta. Non c’è modo più sicuro per uscire dalla magia che cercare di capirla. Viceversa, la tenacia di rimanere fedeli all'ignoto è l’unica aspirazione utile alla nostra integrità.

Consacrarsi al mistero, eccolo l’unico sacrificio ammissibile
.

Avete mai provato a fissarvi negli occhi davanti allo specchio senza sbattere le ciglia per qualche minuto? Quello che può succedere è sorprendente, se si ha il coraggio di continuare a ... voler davvero vedere! Leggi tutto l'articolo: COSA VEDI QUANDO TI GUARDI ALLO SPECCHIO? 

Villaggio di Timbirè, Ecuador 2015
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New Delhi, India 2014