Canne al vento

Canne al vento
"Mi piego ma non mi spezzo" (Jean De La Fontaine)

30 novembre 2016

AMARE VUOL DIRE VEDERE L'INVISIBILE E VEDERE L'INVISIBILE VUOL DIRE SAPERE CHE L'INVISIBILE C'E'


Aveva sviluppato una tecnica infallibile per lasciarsi andare: immaginava di perdere i sensi, come se cadesse in un sonno profondo e istantaneo nelle braccia del suo amante invisibile. Immaginava Rodon che la sosteneva, entrava in lei e agiva per mezzo del suo corpo: allora non era più lei, Anastasiya, non era una ragazzina, ma un daimon invincibile da qualsiasi umano, un dio impeccabile, infallibile, inarrestabile. Ciò che la rendeva invisibile non era altro che la sua fede e il suo amore per l’invisibile. Quell'invisibile che don Renato Arun chiamava dio, che gli animisti chiamavano spiriti, che gli antichi chiamavano dei, lei Anastasiya – maga di antico lignaggio, sciamana ereditaria -, lo chiamava Rodon. Con lui tratteneva un rapporto intimo, libero da condizionamenti sociali e culturali. La magia è l’arte di fare l’amore con dio.

(Dal “Discorso alla Luna” di Selene Calloni Williams)


Una piccola provocazione: l’esperienza spirituale non è una gara a chi ha visioni più sconvolgenti del tipo “ho visto cose che voi umani…” Eppure, il rischio di crogiolarsi in questa tendenza iperbolica della mente immaginativa c’è, eccome! Cosa vi aspettate di vedere quando meditate? O quando state per dedicarvi magari a un’esperienza sciamanica di caccia all'anima? Di sicuro, è con il mondo invisibile che avrete a che fare… Ma attenzione a non compiere l'errore di Orfeo e a non confondere l'immaginare con l'immaginale.

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Quello che gli sciamani non dicono … Vedere l’invisibile: autosuggestione o visione profonda?


L'errore di Orfeo... 

Rodin - Orfeo ed Euridice (New York, The Metropolitan Museum of Art, 1893), dettaglio
Forse che l’ombra, il tuo sposo, la tua sposa celeste, ovvero il tuo spirito guida, il maestro invisibile, l’anima selvaggia, il divino interiore, il Daimon, possono essere “legati” a qualche immagine precostituita, fecondata dall'attività mentale e dalle sue abitudini percettive?  Per di più, le immagini, che sono spiriti, dei, anima, amano svanire

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Perchè ti sei voltato?
Orfeo non la sente. Ma intanto così le parla:
Siamo molto più che un corpo, Euridice. Non ho più bisogno che tu esista. Ti posso perdere, perchè ti posso avere meglio, se mi manchi. La morte fa parte della vita, ne moltiplica la ricchezza. E adesso lascia che ti guardi ancora una volta. Siamo fragili. Non abbiamo tutto questo potere di trattenere, ci basta un niente per dimenticare. Un sole che ci abbaglia, ed ecco che si stinge il disegno che ci portiamo dentro, si scolora fino al bianco. 
E noi rimaniamo niente.
Niente.
Torna al nulla da dove volevo strapparti, così è giusto.
L'amore è un'ombra che se ne va. 



Ogni notte Psiche ama, e si fa amare. 
Non chiede, non cerca di vedere il suo amante sconosciuto. L'amore è un tocco, un rapido passaggio. 
Inutile sapere.
Io non esisto, Psiche, non sono niente. 
Sono soltanto quel che provi, la notte, quando ti vengo a trovare. Cosa ti aggiungerebbe un nome, un volto? 
Lasciati portare, io esisto solo nelle profondità di quel che tu sei. 
E tu sei anima.

(Da "L'amore prima di noi" di Paola Mastrocola)





22 novembre 2016

NON CERCARE DI CAPIRE TUTTO MA ENTRA IN RISONANZA CON LA VITA



Il punto è che il Mistero (o qualunque nome si voglia dare all'Anima, al mondo dell'invisibile, alla sostanza immaginale di tutta la realtà che è amore), non può essere compreso con la mente, non può essere compreso affatto. Al Mistero ci si può solo dare, scegliendo, appunto, di non capirlo. Ci vuole fede, coraggio e amore. Un atto di resa incondizionata. SURRENDER.  



L'amore non agisce per concetti ma si propaga per risonanza. Non si tratta di essere più bravi, illuminati, belli e buoni (che sono pur sempre categorie e giudizi mentali frutto della dialettica dell'Io egoico) ma di essere più vasti e ampi possibili. Risonando con tutto ciò che è, ti concedi la possibilità di essere plurale, come l'Universo. 


Trova le differenze!... Ricordiamoci chi siamo.  Macrocosmo nel microcosmo e viceversa, come in alto così in basso, tutto è energia e vibrazione. Noi siamo Universo!  Foto scattata durante la 36 Giornata Yoga organizzata dall'Accademia Yoga 1969
Roma, 20 Novembre 2016



C'è una forza che spinge ininterrottamente verso l'evoluzione, è la vita più forte di noi e di qualsiasi schema mentale, è la forza viscerale di un istinto che progredisce sempre verso la sua meta più alta. Per cui, meno cervello e più viscere. 



Comprendere con le viscere non vuol dire tornare a uno stato brado di istintualità irresponsabile, ma vuol dire tornare a "conoscere con il corpo", accordarsi con quella intelligenza cellulare che restituisce potere all'anima selvaggia che scalpita dentro le gabbie anguste delle troppe teorie mentali. 

Come diceva  Mère, la Madre (compagna spirituale del grande maestro dello yoga integrale Sri Aurobindo):  

Mi sembra assai difficile fare lo yoga con la testa. 
La volontà non è nella testa, la volontà 
– ciò che io chiamo volontà – 
è qualcosa che si trova nel cuore, 
che ha potere d’azione, 
potere di realizzazione … 
È il cuore che ha le ali, non la testa!” . 

E allora: svisceriamo le nostre meravigliose vite!

16 novembre 2016

AMORE E PSICHE: CI SONO SEMPRE ALTRI MONDI DOVE POTERSI INCONTRARE


"Psiche, io sto benissimo con te!"
Non ti rispondo, Amore, perché ti rispondo diversamente.


"Grazie di esistere!"
e tu "Grazie a te!"
e io "Ti amo"
e tu "Anche io"...
E io "bene, ci siamo detti tutto".

Cosa può aggiungere l'amore all'anima che sa ringraziare 
per la pura esistenza di chi ama? 
Come se ci si potesse ancorare a un prima o a un dopo, 
quando le onde si fanno sentimento 
non c’è che da prendere il largo. 


Tu sorridi, perché lo sai 
che ci dobbiamo salutare prima di ... 
Prima di qualsiasi cosa venga dopo di noi.
L'amore sa che l'assenza nutre l'anima, 
ma gioca con il tempo per consentire all'anima di danzare. 

Perchè l'anima non ha bisogno di idee, ma di spazio.

Il ritmo che spezza il fiato agli amanti 
quando devono separarsi 
è il respiro dell'universo 
che li ricongiunge nel suo abbraccio invisibile. 


(Cecilia Martino)


Sono nata il ventuno a primavera,
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
(Alda Merini) 

14 novembre 2016

MEDITARE CON LA LUNA PIENA: IL RITUALE DELLA MORTE MISTICA

Riflessi di Luna Piena sul mare, 13 agosto 2011 - Bianco (RC) ©CECILIA MARTINO

"Cecilia che tipo di meditazione consigli per stasera?" Condivido la risposta data in privato, e che ho appositamente ampliato per la condivisione pubblica. Magari può servire da ispirazione a chi volesse cimentarsi con l'immaginale!

Il nostro "obiettivo" con la meditazione è sempre lo stesso: smaterializzare la realtà oggettiva per sciogliere tutti gli attaccamenti che sono le false illusioni dell'Io che creano sofferenza.


Utilizza la forza visionaria del simbolo lunare per fare questa operazione (che è un rituale sacro) di ridurre all'essenza tutto ciò che ti crea disagio (emozioni, pensieri, persone, situazioni).

Inizia sempre con qualche minuto di respirazione consapevole perchè più sei in stato rilassato e più sei ricettiva e meno il controllo mentale fa presa. Fai la respirazione che avevo descritto per le Nove Notti del Femminile Divino (Pratica del Surrender alla Madre)

Poi man mano che senti le funzioni fisiologiche rallentare (respiro più calmo, profondo e sottile, battito cardiaco più lento), fissa l'immagine della luna piena e della sua luce chiara all'altezza del terzo occhio e lascia che tutte le eventuali sensazioni che si producono semplicemente vengano assorbite da quella luce chiara. Rimani sempre nell'assenza di giudizio, lascia semplicemente che la luce chiara riassorba ogni cosa che si produce spontaneamente e tu rimani nello stato in cui svuoti di significato qualsiasi cosa sopraggiunge, come quando stai per addormentarti, sei molto stanca, il corpo è abbandonato piacevolmente, senti che stai per addormentarti ma sei ancora vigile e tutto ciò che ti arriva è come ovattato, privo di senso personale. Ecco, amplifica questa sensazione di de-personalizzazione che la respirazione consapevole prolungata aiuta a mantenere e procedi con la visualizzazione "luna piena /chiaraluce bianca/dissolvimento sensazioni" (samskara) finché vuoi, godendo del tuo stato di quiete.


Dentro questo nuovo amore, muori.
La tua vita comincia dall'altra parte. Diventa il cielo ...
La tua vecchia vita era un frenetico fuggire dal silenzio.
La luna piena, senza parole, sorge adesso! (Rumi)
Sei pronta per atterrare, anzi "allunare" in Nirodha, la terra di mezzo, Shambhalla, il luogo della splendente vacuità da cui hanno origine tutte le immagini e dove l'unica cosa che rimane, morendo a se stessi cioè alla personalità dell'Io attraverso il rituale della de-personalizzazione ("morte mistica") è l'amore. L'amore è l'atto supremo di darsi senza paura, di lasciarsi svanire, assorbire proprio come tutte le immagini dissolte nella luce chiara della luna piena. In questo luogo magico, che altro non è se non una dimensione della tua psiche, non può che regnare una profonda e totale pace. Perchè nemmeno il nulla può nuocere al nulla. La pace della splendente vacuità.

Leggi anche: Imparare a svanire: e se dopo la morte non ci fosse assolutamente nulla?

Quando vuoi terminare l'esperienza, ringrazia semplicemente e ripeti a tutte le immagini che ti sono arrivate e che si sono dissolte nella luce chiara della luna piena e che sono state la voce della tua anima: 

ti ringrazio 
ti amo 
ti perdono
ti benedico
ho fede in te

Ricordate che qualsiasi pratica si intenda fare, la differenza tra un training autogeno e un rituale la farà sempre il vostro atteggiamento interiore: il sacro è nella relazione tra voi e l'anima, nella vostra capacità di darvi all'ignoto, senza paura. Fate in modo che ogni rituale che scegliete sia il simbolo del vostro rito sacro per eccellenza: la volontà di amare incondizionatamente.


Non possiamo vedere psicologicamente alcunché se non ci lasciamo coinvolgere:
 non possiamo essere coinvolti in alcuna cosa se questa non entra nella nostra anima.
La riflessione può fare coscienza, ma l'amore fa anima. (James Hillman)

Buon plenilunio!



Nella foto: Riflessi di Luna Piena sul mare
 13 agosto 2011 - Bianco (RC) 
©CECILIA MARTINO La foto è tratta da 
questo post poietico sul "Fare anima" 



Letture consigliate

"Mindfulness immaginale" di Selene Calloni Williams




“Voi non ve ne potete ricordare, ma io sì!”.
Quelli sì che erano bei tempi, 
quando si andava ad estrarre il latte lunare,
quando tutti ammassati sulle barchette,
ci si arrampicava sulla scala a pioli 
e ci si trasferiva nell'orbita lunare! 
E si stava lì, in piedi, dalla terra si appariva a testa in giù, 
ma ci si sentiva perfettamente normali,
con la differenza che, meravigliosa, ci si vedeva
addosso la cappa del mare luccicante con la barca
e i compagni capovolti che dondolavano come un grappolo dal tralcio” 

(La distanza della luna - Italo Calvino)



E non dimentichiamoci che la Luna 
è "solo" un simbolo, 
una dimensione dell'anima
 una potenza di visione, una forza. 
La luna è fuori ma, soprattutto, è dentro di noi.

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02 novembre 2016

RIPRENDETEVI LA VOSTRA LIBERTÀ: L'AMORE NON E' UN'ANCORA, L'AMORE E' IL MARE



Non esistono cose impossibili ma solo cose per le quali non è ancora arrivato il momento. Non esistono amori irraggiungibili ma relazioni per le quali il tempo è una menzogna...

Parafrasando una frase dello scrittore contemporaneo Murakami, l’amore non può seguire logiche alla stregua di un calcolo numerico, dunque, diversamente dalla matematica, la vita non sceglie quasi mai il percorso più breve. 

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Chiedetevi quanto siete disposti a camminare con il minimo di zavorra addosso e pochissime coordinate per un viaggio che richiede l’attenzione ai dettagli durante tutto il percorso e non l’ansia ossessiva della meta. 

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Non calpestate i vostri sogni con l’irruenza di un mendicante che brama, ma fatelo con la grazia di un guerriero che sa già di aver ottenuto la vittoria con la complicità universale e dunque si gode il passaggio.


Siate gente di frontiera 
equilibristi di valichi 
assetati di orizzonti 
senza porte e finestre 

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Isola di Samoa, Repubblica Dominicana, 2007

12 ottobre 2016

YOGA SCIAMANICO: LIBERA LA TUA GIOIA DI VIVERE (E DI MORIRE)




In questo approccio si sperimenta lo yoga quale forma di psicologia pratica, un’esperienza integrale di creatività su tutti i livelli dell’essere (fisico, emotivo, mentale, spirituale) che segue, prosegue e persino supera l’altrettanto potente visione del grande maestro del Purna Yoga o Yoga Integrale, Sri Aurobindo il quale fu senz'altro un grande yogin, ma anche uno sciamano. Insieme a lui, tra le molte voci con cui si dialoga intraprendendo tale cammino, quelle dei mistici Tilopa, Naropa e Milarepa, Abhinavagupta, Padmasambhava, le dakini tantriche Ma gcig Lab sgron e Yeshe Tsogyel.

Yoga sciamanico è un termine coniato da Selene Calloni Williamsin cui convergono le due tradizioni (quella orientale yogica e quella occidentale psicologica) che sono state alla base della sua formazione iniziatica e che, oggi, confluiscono nella potente visione sincretica simbolo-immaginale veicolata da Nonterapia e dall’Imaginal Accademy. 

Il nucleo della guarigione sciamanica è il processo di riarmonizzazione dell’uomo con il cosmo
Lo yoga sciamanico ti insegna che non esistono distanze, solo profondità, e a queste profondità ti fa accedere lasciando che la tua coscienza più che illuminarsi (in quanto già lo è, deve solo ricordarselo), sbocci come un fiore. Nello sbocciare di ogni possibilità insita in ognuno di noi è il segreto della vera libertà. 

Tutta la realtà oggettiva è un grande sogno, una ipnosi collettiva e individuale dalla quale risvegliarsi allenando l’attenzione cosciente per ricordarsi chi si è veramente (i creatori manifestanti del sogno) e restituendo l’anima alle cose. 

Restituire l’anima alle cose, ovvero fare anima. Come?

Statua di danzatrice presso il Museo Cicladico di Eleusi, Grecia, Settembre 2016 Foto ©CECILIA MARTINO


Anima: spiriti, dei, dee, archetipi, miti, avi, antenati, sogni, paure, demoni, emozioni, scelte della vita, relazioni amorose, nodi alla gola, malattie, disagi psichici… Materiale animico che lo yoga sciamanico utilizza non per guarire alcunché né tantomeno per analizzarlo o interpretarlo, ma per ritualizzare la sacralità della vita così come essa è, magari al suono di un tamburo che è per eccellenza lo strumento dello yoga sciamanico, il ritmo tribale che risuona con il respiro della Natura portandoci al di là della mente e di tutti gli opposti, nella trance estatica che ristabilisce il patto infranto con gli dei, con il mondo degli spiriti e dell’invisibilità. 


Di sicuro, uno dei fondamenti su cui si basa la pratica dello yoga sciamanico è la convergenza di due aspetti che non devono mai mancare: l’esperienza fisico-corporea (Esperienza Figlio) e l’esperienza visionaria-simbolico-immaginale (Esperienza Madre).


per approfondire ciascuno dei seguenti punti: 

COS'È' LO YOGA SCIAMANICO
CHI È LO YOGIN SCIAMANO
RITIRARE LE PROIEZIONI O RIASSORBIRE IL REALE
COME SI PRATICA LO YOGA SCIAMANICO
ESPERIENZA-MADRE ESPERIENZA-FIGLIO
L’IMPORTANZA DEL RITO
CONSIGLI DI LETTURA SULLO YOGA SCIAMANICO


Dal mio ultimo viaggio nella “Grecia degli oracoli” 
con ritiro-sciamanico condotto da Selene Calloni Williams


Sgretoliamo l'oggettività delle cose! Drago, aquila, orso, genio, daimon, Samanta, ora siete tutti dentro il mio tamburo!


06 ottobre 2016

E TU, CHI TI CREDI DI ESSERE?

Besos de Naturaleza, Torino Ottobre 2016 ©Foto CECILIA MARTINO 

Dio non intende che si prenda il mondo alla lettera: 
il mondo è un'immagine, un'analogia, 
un modo di dire del quale egli deve servirsi 
per un motivo qualunque, 
e naturalmente è sempre approssimativo; 
non dobbiamo prenderlo in parola, 
tocca a noi stessi trovare 
lo scioglimento del quesito 
ch'egli ci impone. 

(Robert Musil)

Tutto dipende sempre dal tipo di relazione che abbiamo con le immagini, ovvero gli spiriti, i miti, gli dei, gli archetipi, le idee (eidola) a cui abbiamo scelto più o meno inconsapevolmente di credere... 

Tu, per esempio, chi ti credi di essere? 

Prova a chiedertelo spesso ma, più che analizzare le risposte, lasciati ispirare dalle immagini che scaturiscono. E' a loro che devi tornare, per ristabilire il contatto perduto con i tuoi alleati invisibili, per riprendere il dialogo interrotto con l'anima. E per riconciliarti con queste immagini non analizzarle, piuttosto amale. Agli dei misconosciuti non interessano nuove teorie ma nuove estasi. Agli dei misconosciuti che - come diceva Jung, sono diventati malattie - non interessa ciò che fai o non fai ma l'intensità con cui ami ciò che fai o non fai. Essere intensi come fosse l'ultimo istante di vita da vivere, ritualizzare e non giudicare, non fare analisi ma fare amore, fare anima, perdonare, ringraziare, avere fede ed essere visionari

Allora, chi ti credi di essere? 


L'alternativa al letteralismo è il mistero


Il moto delle ali del colibrì, che è l'uccello più piccolo al mondo, forma il simbolo dell'infinito!






















PENSIERO POSITIVO VS PENSIERO CREATIVO: 
FANTASTICARE / IMMAGINARE / IMMAGINALE

Dicevamo che tutto dipende sempre dal tipo di relazione che abbiamo con le immagini, ovvero gli spiriti, i miti, gli dei, gli archetipi, le idee (eidola) a cui abbiamo scelto più o meno inconsapevolmente di credere. Credere, ad esempio, che basti immaginare fortemente una cosa per riuscire a manifestarla nella realtà (chiediamoci, poi quale realtà,  se tutto è sogno?) è un'altra illusione, una forzatura dello stato naturale, una seduzione vagamente new age che occhieggia al "pensiero positivo".

Cosa è lo stato naturale? E' uno stato in cui si è in una relazione creativa con la divinità in assenza di sforzo personale, in assenza di paura, in assenza di aspettative e interpretazioni e in assenza di giudizio: dunque, non esiste il pensiero positivo in questa dimensione perché implicherebbe una dialettica tra bene e male che non ha ragion d'essere a questo livello. Il pensiero creativo ingloba positivo e negativo in un'unica vastità dove ci si sposa con l'anima neutrale di tutte le cose. L'anima neutrale di tutte le cose è amore. In questa dimensione immaginale, e solo in questa dimensione, si crea davvero oltre se stessi, oltre i dettami della mente, dell'ego, della personalità, persino del volere o non volere qualcosa, del desiderare o non desiderare che le cose siano diverse da quelle che sono. Ci si sposa con il proprio daimon, si celebra un rito che porta in essere la realtà, e tutte le immagini future che, oltretutto, contengono come un ologramma tutte le immagini passate e presenti, perché nello stato naturale non esiste il tempo lineare (che è una costruzione mentale scaturita dal pensiero logico di causa-effetto), ma soltanto un tempo mitico, che si compie in un eterno presente che tutto contiene.



Un frattale è un oggetto geometrico in cui un motivo identico si ripete in tutte le direzioni. E' l'essenza della molteplicità nell'uno e dell'uno nella molteplicità, cioè dell'unione nella relazione creativa con l'anima. E' lo stato di natura.
Pertanto, se si vuole davvero diventare padroni dei propri eventi e non vittime di essi, non basta immaginare da soli (perchè nessuno è mai solo, ha sempre uno spirito da nutrire) a colpi di pensieri positivi e credere che tutto possa realizzarsi. Questo è un atto di autoreferenzialità che perpetua la dimenticanza di fondo dell'homo materialis: che tutto è anima, incluso il mondo visibile che crediamo "oggettivo". Bisogna riprendere il dialogo perduto con l'anima, l'anima del mondo. E questo dialogo implica il riconoscimento dell'ombra a cui si è associato il polo "negativo" dell'equazione mentale che divide in categorie di giusto e sbagliato una realtà complessa che, piuttosto, va celebrata, ritualizzata, amata, resa poesia. Una realtà complessa che include tutto, invece di separare. Perchè è amore e l'amore è sempre accoglienza. Sposarsi nuovamente a questo tutto in un amplesso panico che solo l'amore può riconoscere come sacro, è scegliere di dimorare nella dimensione immaginale che è una nuova visione creativa del mondo.

Abbiate pertanto il coraggio di sprofondare in questa dimensione di passaggio tra il visibile e l'invisibile che è sempre una relazione tra noi e i nostri demoni, dei, spiriti, eidola, idee. Bisogna essere svegli in questa relazione e darsi a questa relazione, consapevoli che non esiste nient’altro che questa relazione: né io, né tu, ma la relazione tra me e te, tra me e l’invisibile, il mistero che è anima che è amore che è il divino. 


Avendo il daimon dalla vostra parte, ditemi, che altro potreste temere?

LEGGI ANCHE: IN COMPAGNIA DI UN BUON DAIMON


Nataraja è la raffigurazione danzante di Shiva, una delle maggiori divinità indiane.
Shiva danza nell'eterno presente; è la sua danza che manifesta l'universo, lo preserva e lo dissolve.
Foto ©CECILIA MARTINO
A proposito di darsi all'invisibile:






"Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni" (Alessandro Baricco) - Oceano Indiano, Maldive -  Luglio 2014