Canne al vento

Canne al vento
"Mi piego ma non mi spezzo" (Jean De La Fontaine)

06 febbraio 2014

#LIBRI: AAA LETTORI CREATIVI CERCASI

Allo scadere di gennaio con la Candelora alle porte a ricordarci di fare spazio al Nuovo, puntuale arriva la risposta. Si è rotto il ghiaccio e un altro ponte è stato gettato tra le magiche reti dell’ascolto condiviso in un piovoso e umido weekend torinese. Io e le altre compagne di avventura abbiamo finalmente presentato il “libricino dal numero Cinque” ispirato a Lessico Famigliare di Natalia Ginzburg. Per capire di cosa sto vaneggiando, fate un passo indietro leggendo qui


In questo post condivido in tutto e per tutto le riflessioni sorte durante la preparazione dei due eventi in quel di Torino e ne approfitto per ringraziare chi ha fatto di tutto per esserci. Esserci/Dasein, che bel verbo caro Heidegger vero?

Tornando a noi. Ma cosa è esattamente questo libro?
Niente di esatto, innanzi tutto.
E’ un libro di pure voci dirette, senza alcuna interferenza raziocinante che in terza persona tenti di spiegare il filo sottile che lega le parti. E questo può disorientare, ammettiamolo. Ma ben venga il disorientamento. Una lettura può piacere o non piacere, peggio è se lascia indifferenti. E’ l’intercalare di tre voci (anzi quattro, considerando anche l’intervento di Maja Pflug, la traduttrice delle opere della Ginzburg in tedesco, che ho intervistato e di cui viene riportato, appunto, solo il suo parlare) che dialogano attorno a un’ispirazione comune: un libro ben preciso e una scrittrice ben precisa. E dal momento che il libro è Lessico Famigliare non poteva che venir fuori così questo libricino: dando spazio alle voci, ai dialoghi, al lessico, appunto, di tre donne che si incontrano tra casualità e predeterminazione nel nome di Natalia Ginzburg e poi… 

E poi succede qualcosa di inaspettato. Che cosa?
Il libro ri-prende vita, e non solo in senso metaforico.


"Tutto ciò che accade, tu lo scrivi", disse.
"Tutto ciò che io scrivo accade", fu la risposta.


(L'Infanta Imperatrice e il Vecchio della Montagna Vagante in La storia infinita)

Presentazione del libro alla Galleria delle Donne di Torino 31-01-2014. Ringrazio per la foto Erika Savio
Io, all’inizio, dovevo solo fare da “ponte”, aiutando Sandra al reperimento di materiali utili per la stesura di questo numero pilota del progetto Ex libris. Trovandomi qui a Torino, ero un canale privilegiato. Ma poi, da quando ho iniziato le ricerche (e la lettura del libro che, ammetto, non avevo letto), è successo qualcosa. Qualcosa di veramente magico nel senso precipuo del termine: si era aperta una porta verso una realtà parallela in cui, man mano che indagavo sulle vicende del Lessico, mi ci ritrovavo letteralmente dentro. Dentro ai suoi luoghi, ad esempio, e dentro a tutta una serie di sincronicità significative di cui racconto brevemente nel libro che vi invito a leggere, e che poi ci hanno convinte a lasciar prendere a questo lavoro una piega diversa. Quella che stava venendo fuori da sé, spontaneamente. Una piega un po’ visionaria, lo ammettiamo, ma la visione che ci guidava ci sembrava degna di essere espressa senza troppi filtri.

Perché, alla fine, è il libro che ha preso il sopravvento su di noi, noi che non abbiamo la presunzione né la pretesa di definirci Autrici con la A maiuscola, ma Lettrici sì. Con la L maiuscola. Ecco, questo libro è stato scritto principalmente da Lettrici e sull’importanza di essere Lettori vorrei ora focalizzare l’attenzione. Questo libricino è la dimostrazione della forza, sottovalutata, che i lettori hanno. Mi viene in mente in film “La storia infinita” che immagino conosciate più o meno tutti: è la storia di un bambino che, mentre legge appassionatamente un libro fantasy, si ritrova a farne parte e ad essere addirittura il protagonista cruciale per la risoluzione del finale. Ecco, un po’ quello che è successo a me, a noi, con questo libro. Spesso sono proprio i lettori a scrivere il finale di una storia o la sua continuazione, a interferire nel destino di un libro fino a plasmarlo con originali intuizioni. Di sicuro, i lettori hanno importanza nel sostenere l'affermazione di un libro nella memoria collettiva. E non è poco.

Sbagliamo quando pensiamo che a compiere l'atto creativo sia solo chi i libri li scrive. Gli autori vengono ammirati in misura maggiore dei lettori. E non è giusto. Oggi poi tutti vogliono fare gli scrittori! Bisognerebbe prima imparare ad essere dei veri lettori. Chi legge compie un atto creativo non meno fondamentale (nel senso letterale di “fondante”, che mette le fondamenta) di chi scrive. E cosa fonda? Le premesse affinché le magie dei libri si compiano. La mia piccola testimonianza all'interno del libro inizia proprio con questo avvertimento: Attenzione! I libri creano magie.



Sì perché noi crediamo che la lettura sia un atto squisitamente individuale, ma se partiamo dal presupposto che in questo Universo siamo tutti collegati ed interconnessi (ed è la fisica quantistica a dimostrarlo, non superstizioni esoteriche o - come direbbe il padre della Ginzburg - "negrigure" New Age), una realtà più grande si schiude ai nostri occhi: ciascun gesto, pensiero, parola, sentimento noi proviamo nel nostro intimo, viene emanato come un'onda elettromagnetica nell'ambiente che frequentiamo. Vi pare poco?

Noi pensiamo che tutto quello che ci passa per la testa, per il solo fatto che non lo verbalizziamo con un suono (non lo esternalizziamo), non abbia alcun effetto all'esterno. Non è così. Gli infrarossi o i raggi ultravioletti non è che non esistono solo perché noi non possiamo percepirli. Esistono dimensioni sottili che - anche se noi non riusciamo a cogliere con i sensi ordinari - agiscono incessantemente, interferendo con la nostra realtà più grossolana e sensibile più di quanto si possa immaginare. Lo stesso dicasi per il nostro mondo interiore fatto di emozioni e pensieri. Pensate a quanto mondo interiore è racchiuso dentro alle pagine di un libro. Perché dietro ai libri ci sono sempre delle persone - come ci ricorda il nostro libricino rosso.

Riuscite per caso ora a capire il nesso tra questo discorso e l'importanza di essere lettori?

L'importanza sta anche, come in tutte le cose del resto, nella scelta: sapere cosa leggere. Sapere cosa si sceglie di emanare nelle nostre vite attraverso l’adozione di parole racchiuse nei libri. E qui mi viene subito in mente l’incipit di una bellissima poesia di Alda Merini, che dice:

"Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole - di parole scelte sapientemente ..."  (il corsivo è mio).


Ecco. Scegliere le parole che usiamo maggiormente nella vita quotidiana - consapevoli che hanno dei veri e propri effetti energetici su chi le riceve (e anche su chi le emette) - così come scegliere i libri da leggere, che sono intrisi di parole... non è una responsabilità da poco. Ma è una responsabilità. E' questo il punto: diventare consapevoli della nostra responsabilità di lettori. E della nostra responsabilità di esseri umani tout court: esseri, cioè, dotati di Coscienza.

La storia di Rosalba Durante contenuta nel libro, ad esempio, è meravigliosa in tal senso. E' la testimonianza di come un libro possa letteralmente salvare la vita, o comunque influenzarla radicalmente. E allora, perché non scegliere il meglio per noi?

E come si fa a scegliere il meglio?
Qui entrano in gioco altri fattori, ma ce n'è uno soltanto che può bastare, se vi lasciate davvero andare alla fiducia che siete voi i creatori della vostra realtà personale, e che l'esterno non può far altro che "reagire" ai vostri input. Ogni atto creativo nasce da una visione interiore. Il mio consiglio è: rimanete costantemente, il più a lungo possibile, nell'Apertura e rimanete presenti. Siate ricettivi, permettenti, imparate a dire più SI che NO, confidando nel fatto che l'Universo ha sempre in serbo qualcosa per voi. Niente arriva mai per caso nella vita, nemmeno un libro da leggere, o da scrivere. Scelgo di concludere con tale considerazione, perché questo libricino, in fondo, nasce esattamente dall’aver pronunciato un SI.

"Ti rispondo di pancia, fulminante. Sì, t'aiuto". Queste sono state le parole che hanno gettato le fondamenta (i retroscena li trovate spiegati per benino tra le prime pagine del libro). E giuro, che oltre alla pancia, c'è stato messo anche molto, molto, moltissimo Cuore.

Non sai mai cosa c'è in serbo per te!
(Queenie - nel film Il curioso caso di Benjamin Button)


Letture consigliate
“La storia infinita” di Michael Ende
“Fahrenheit 451” di Ray Bradbury
“Inseguendo un libro s'incontrano le persone - Lessico famigliare di Natalia Ginzburg" di Sandra Giuliani, Rosalba Durante, Cecilia Martino (lo potete acquistare anche online qui. Presso la Galleria delle Donne di Torino, Via Fabro 5, sono disponibili alcune copie
e presto nelle librerie).

Film consigliati
“La storia infinita” di Wolfgang Petersen, 1984
“Il curioso caso di Benjamin Button” di David Fincher, 2008

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